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il paese d'origine dei puffi e di tintin

"E poi perchè mettete sempre la parola "puffo" in ogni frase? Puffo di qua, puffate, puffata, puffo!"

Quando ero piccola me lo sentivo ripetere spesso. "Guarda bene dove metti i piedi". Ero sempre distratta e mi capitava di inciampare mentre camminavo. Anche adesso che sono cresciuta le cose non sono poi cosi cambiate. Ho sempre la testa tra le nuvole e, se per strada c'è una pietra messa male, beh, i miei piedi la devono prendere. E' quasi matematico. Il destino di chi vive perennemente immersa nei propri pensieri. Se questo può rappresentare un problema per la mia incolumità fisica, in realtà è un modo fantastico per non farmi perdere neppure un dettaglio di ciò che mi sta intorno quando cammino. Soprattutto quando sono in viaggio, alla scoperta di luoghi e scenari nuovi. Ci sono, infatti, città che se non le visiti con quella testa tra le nuvole, allora non si può davvero dire che le abbia visitate veramente. Una di queste città, ad esempio, è Bruxelles.

Bruxelles è fatta di strade e palazzi, che raccontano storie e immortalano la fantasia. Qui ogni parete è una buona scusa per portare sole e colore. In un luogo dove spesso il cielo grigio e la pioggia imbroncia i tetti delle case. Devo ammetterlo. Prima che cominciassi questa mia assidua frequentazione con la capitale belga, sottovalutavo la sua bellezza e le mille, piccole caratteristiche e peculiarità. Conoscevo, solo per sentito dire, la bontà golosa del suo cioccolato. Sapevo che era il centro pulsante dell'Europa. Che, all'interno di quei palazzi mi era stata data la possibilità di vivere per la prima volta lontano da casa per scoprire una cultura diversa dalla mia…benedetti sempre i programmi europei. Sapevo che era famosa per la birra, anche se io di birra, ancora, non ne me bevevo.

Ignoravo però tantissime cose. Ignoravo che qui avessero preso vita gli strani uomini blu e le loro case a fungo. Ignoravo che le patatine fritte potessero essere buonissime se mangiate insieme alle cozze. Che la primavera regala colori e sfumature infinite di viola, anche al nord. Anche se il sole non splende sempre. Non sapevo che Poirot fosse belga e neppure che Audrey Hepburn fosse nata in una strada a pochi passi dal centro. E non sapevo che Bruxelles poteva essere considerata la capitale per eccellenza dei fumetti. Sarò sincera. Amo Bruxelles, ma non ho mai trovato nei suoi abitanti un qualcosa che mi facesse sospettare la presenza di tanta comicità, fantasia e creatività.

Mi sbagliavo. Qui ogni angolo di strada è un museo a cielo aperto. Una tavolozza bianca da riempire di pennellate e di racconti. Un modo divertente e diverso di fare arte e viverla. Bruxelles va pazza per i fumetti e non lo nasconde. Lo metto in mostra. Esalta questa sua passione. E cerca di condividerla.

Da quando frequento il Belgio, è stato facile imbattermi in una delle tante pareti a fumetti di Bruxelles. E, durante il mio penultimo viaggio avevo deciso di armarmi di pazienza e girare in lungo e in largo per imprimere nella mia macchina fotografica ogni personaggi incontrato per strada. Purtroppo il mio computer, una volta a casa, ha deciso di cancellare la mia memoria fatte di immagini e ricordi e mi ha costretto a ripercorrere un'altra volta tutto il mio percorso a fumetti. Impresa ardua e impegnativa, perché, ogni anno, dal 1991, in città appaiono nuovi murales e nuovi personaggi. E' un'occasione per celebrare la nona arte, ma anche per raccontare il mondo e la sua attualità, come sanno fare solo i vignettisti, con le loro storyboard cariche di ironia e curiosità. E cosi, accanto ad Asterix e Tintin, nascono nuovi fumetti, che favoleggiano l'amore color arcobaleno e che imprimono nei bande dessinée, così si chiamano i fumetti in francese,  tutta la bellezza della vita.

Se vi piace l'idea di conoscere la città di Bruxelles da un altro punto di vista, non dovrete far altro che procurarvi la mappa del percorso a fumetti, che troverete in ogni punto di informazione turistica della capitale e iniziare il vostro vostro viaggio attraverso il Comic Strip Walk.  Senza dimenticarvi, però, di alzare la testa di tanto in tanto, perché potreste imbattervi in uno dei fumetti nuovi non compresi nella mappa.

mappa - fumetti - Bruxelles - Le PlumeTutto questo interesse nei confronti dei fumetti, però, non poteva limitarsi solo a palazzi e pareti di cemento. Accanto ai murales, c'è tutto un mondo dedicato ai comics. Il Museo dei Fumetti, il Festival dei Fumetti, a cui purtroppo non ho mai avuto il piacere di partecipare, e tutta una serie di galleria dedicati ai fumettisti e ai loro personaggi più conosciuti.

albero fumetti - Bruxelles - le Plume

Copia di D'artagnan - Fumetti - Bruxelles - Le Plume

Il percorso canonico dura circa tre ore. Ma perché limitarsi? Fate una pausa per una birra e una gaufre riprendete il viaggio nella fantasia.

Informazioni:

Belgio Turismo

Museo del fumetto

Giulia

Scrivo da quando ne ho memoria. Mi piace raccontare la vita. Lo faccio qui nel mio blog e anche altrove. Quando non sono alle prese con la parola scritta, parlo in radio e mi occupo di cibo in tv. E anche lì c'è molto di me. Nel tempo libero? Ballo, curo le mie piante e cucino una quantità indescrivibile di piatti.

il paese d'origine dei puffi e di tintin

Source: https://www.leplume.it/bruxelles-a-fumetti/

Posted by: williamsimeling66.blogspot.com

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